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Full text of "Zines Leoncavallo (1988-1991)"

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E* STATO SGOMBERATO IL 
LEONCAVALLO. 

Evidentemente si preparava da mesi una risposta violenta 

e crudele che sa di vendetta.Vendetta contro 15 anni di lavoro so¬ 
ciale e politico portato avanti dalle migliaia di compagni 
che hanno partecipato alla costruzione del Centro Sociale 
Leoncavallo. 

La vendetta si é realizzata stamane,quando,verso le sette, ; 
ingenti forze di polizia,con elicotteri,blindati e manganel¬ 
li, si sono presentati in via Leoncavallo come cani rabbiosi, 
avventandosi sull'osso. 

Alla naturale tensione dei compagni,allo provocazioni' verba¬ 
li, forse cariche di rabbia,ma certamente innocue,si é rispos¬ 
to con sputi,botte e arresti.Più. di 60 persone sono state fer¬ 
mate e per 26 di queste il fermo é stato tramutato in arresto. 

Sa di retorica dire le solite frasi di circostanza in un mo¬ 
mento in cui gli interessi della giunta e della questura pre¬ 
vedono l'aumentare della tensione e l'annullamento di tutto 
ciò che é diverso,non incanalabile in un progetto di imborghe¬ 
simento della realtà.Gli strumenti del progresso sono sopraf¬ 
fazione , quasi fossero insetticidi pronti a distruggere queste 
mosche fastidiose.Non saranno né il meschino tentativo di iso¬ 
lamento né la repressione ad annullare ciò che si sta costruen¬ 
do e ciò che é stato costruito.Non c'é rassegnazione,ma rabbia 
nelle nostre viscere,nei nostri nervi,» e non sarà una rabbia 
assente e silenziosa.Nessuno ci speri.La pace ipocrita di ques¬ 
ta "pseudo-democrazia"non ci avrà tra i suoi seguaci,ma avrà come 
controparte la nostra esistenza,con la determinazione a gusticela 
ir. prima persona. 

I COMPAGNI DEL MOVIMENTO-CENTO SOCIALE ACQUARIO 
CENTRO SOCIALE SCALDASOLE-I COMPAGNI DELLE CASE OCCUPATE 




LE RUSPE E I SASSI. 


Stamattina, a Milano, le ruspe della speculazione hanno 
spazzato un altro pezzo della nostra storia. Il CSA Leoncavallo 
e 1 stato sgomberato. 

Quaranta compagni arrestati. L'istituzione, simbolo del¬ 
l'antagonismo attivo, e' stato cancellato. 

Il Leoncavallo e' stato il primo CSA in Italia. Per piu' 
di dieci anni ha diffuso l'idea e la pratica dell'autogestione 
dimostrando che essa e' possibile. 

Concerti, spettacoli, biblioteca, tipografia, sala prove, 
distribuzione e produzione di materiale alternativo, asilo, pre 
senza attiva con lotte sociali dentro e fuori il quartiere... 

Dieci anni di autodeterminazione demoliti con l'arroganza 
di sempre. Due esponenti dei CSOA "Macchia nera", Paolo e Orlando, 
arrestati per resistenza. 

Erano a Milano per portare il nostro appoggio attiva, con 
la consapevolezza che domani potrebbe capi tare anche a noi. 

16 Agosto 1909 : il soppruso e' compiuto! Di nuovo, daccapo . 

Loro le ruspe e noi i sassi... 


A FIANCO DEL CSA "LEONCAVALLO" E DEI COMPAGNI ARRESTATI ! 

DIMOSTRIAMO CHE SI PUÒ' ANCORA COSTRUIRE E MANTENERE UNO 
SPAZIO PER VIVERE ! ! ! 


CSOA "MACCHIA NERA" 


Pisa, 16 Agosto 1989 


P.zza S. Michele 




INTERVENTO DEL CIRCOLO PROLETARIO SULLO SGOMBERO DEL CENTRO 


SOCIALE "LEONCAVALLO" a MILANO 


accorre fare delle valutazioni su quanto é accaduto a 
Milano il 16 agosto con Mo sgombero del CENTRO SOCIALE 

AUTOGESTITO "LEONCAVALLO" (dentinola di poliziotti e carabi¬ 
nieri hanno assaltato l'edificio con elicotteri, autoblindo 
lacrimogeni. Risultato: 2 .ore di scontri duri, 26 arresti 

e $5 fermati, feriti, poi l'azione cevastatrice delle 
ruspe che nonno oistrutto tutto compreso un'osi lo ed una 
comunità Eritrea): 

Come circolo proletario di Blindisi pensiamo di avere 

il diritto e soprattutto il dovere di dire la nostra, 
infatti siamo nati negli stessi periodi in cui in Italia 
sorgevano centinaia di cibcolì analoghi ed abbiamo vissuto 
le stesse esperienze, ptir con diversità terr i tor i a I i , 
di strutture come quella del LeohCàVallo. 

Al di là delle parole i fatti nbdi e crudi ci mostrano 
come si sia voluta l'azione esmplare e spettacolare ad 
ogni, costo, con l'intento di dare lina "lezione" ai giovani 

del LeoncavaIIo e soprattutto a ciò che essi rappresentano. 
Quello che ha colpito di più é stato il comportamento 
dei mass—media, esci lisa qualche eccezione. Effettivamente 
sembrava di essere ritornati indietro hegli anni, non 
tanto per le molotov <é la guerr igl ia, mA per il tono delle 
veline giorna I istiche ) che in "guerra" si sà, devono essere 
a-l I ihéaW, ■■ artfch«r^-o - ? £oSto dire -faAsibà; Abbiamo lètto 

e sentito di "covo di autonomi espugnato", "irriducibili 

che si arrendono","edificio occupato da anni da un gruppetto 
di autonomi", non parlando di tutto ciò che per 14 anni 
é stato i I LeoncavaIlo. Addirittura al Tg nézionale del 

^ as i lo che si trovava nel I 'edificio e costituiva 
una delle tante attività autogestite molto significàtive 

che in quel luogo si svolgevano, era diventato Un'asilo 
privato per ii quale si stava trovando una sistemazione 
( infatti vi erano ospitati numerosi bambini, figli di 

diseredati ), quando già era stato comp I etàhtenie distrutto 
e tutto ciò che era dentro gettato fuori . If 

ProbabiI mente in seguito usciranno sempre più pentiti 
e gente che si ricrederà sulla opportunità ed i metodi 
di questo blitz, ma si sà év Ia f ffpoIitica de fatti compiuti" 
ad, imperar^. Così I eggi amo'3f;l l^giorno dopo, cfie non c'era 
nessun ordine di abbatt imifijto j ma che nel < migliore dei 
cosi i proprietari ( I ' i mmob i ! i Jt'e Scotti) saranno condannati 
al pagamento di una multa ( che naturalmente npn pagheranno 
mai). Dall'altra parteciperò ci sono i pestaggi subiti, 
26 arresti con accuses-^jsèant i ss ì me e 55 denunciati, una 
quantità imponente di maire*» i a I q^cftjst rutto, mettendo natural¬ 
mente da parte ì "dann i 3iìj&Ka I i " . 


% ■ 




f 





Quel lo che sembra 
volontà continua 


saltare subito al 


gì occhi é, sia la 
vendicarsi do ,jorte del "potere", 
sia un disegno politico, questo sì più scientifico e raziona 
l e » stroncare immediatamente qualsiasi movimento e 

tentativo di organizzazione autonoma, intendendo con questo 
termine indicare gruppi e movimenti che formano un'area 
composita ed eterogenea, che esce da qualsiasi schema 
classico di partito e di opposizione formale e parolai a, 
tollerata ed anzi foraggiata ( vedi ad esempio l'espandersi 
della moda ecologista). Ci riferiamo ai movimenti che 
si esprimono con l'azione diretta contro il nucleare civile 
e militare, contro lo militarizzazione, che lottano contro 
lo squal lore de I I ' ero I ria e la logica criminale 
del profitto a tutti i costi. 


per i I 


il razzismo e l'apartheid; 


Contro i I 
sindacati, 


recupero, senza essere nostalgici, di quel la coscienza 
collettiva che si esprimeva, negli anni '70 con la lotta 
ed anche con momenti di "gio a collettiva" (come era scritto 
anche sui muri, ormai abbattuti dalle ruspe, del Leoncavallo) 
messaggio squal ido che attraverso partiti, 
associazionl Industria I i, Iobby varie, mass- 
media, ecc, arriva a hoi: la logico déI I ' individuaIismo 
sfrenato, della legge della giungla, del " mors tuo, vita 
mea , che tanti guasti sta procurando, che dà l'illusione 
momentanea del 1 'espandersi del ia ricchezza, ma a lungo 
anoare mostra la cruda lealtà: i I phofitto aumenta, ma 
sempre per i soliti, per qUalche "heóarr i cch i to" 
tantissimi nuovi poveri* Bdsta gUatdare eriche nel 
città con 2 esempi: Cerano ed il traffico di droga. 

Con Cerano chi ha incrementato il volume di affari 
nuoto ad arricchire soho I ' ÉNEL-Stato, le grosse 
(Solitici vari, ecc.. Così per I lavoratoti: per qualche 
delegato che " progredirà socialmente", nia hon certo mora I- 
mente, ci sono la grossa massa degli operai, una parte 
già in cassa integrazione oggi, licenziamenti tutti domani. 
Per quanto riguaroa iI traffico di droga, che ormai costitui¬ 
sce uno dei più grossi "investimenti" nel nostro territorio, 
tutto ciò é ancora più evidente: una massa enorme di tossi¬ 
codipendenti che ruba e rapina ovunque ci sia qualcosa 
cjo trasformare in denaro ed eroina, dopo vari passaggi 
l'enorme flusso finanziario finisce nelle tasche degli 
insospettabili, " gente per bene", magari gli stessi 
die hanno un ruolo determinante nello sviluppo economico 
territorio. Ancora una volta quindi chi ci perde sono 
I a maggioranza dei cittadini, sia i tossicodipendenti. 


ci sono 
a nostra 

e conti- 
imprese. 


de I 
s i o 






Contro un sistema che produce inquinamento, sempre più 
basi militari, sempre più poveri e diseguaglianze sociali, 
la distruzione di intere generazioni con l'eroina, dove 
la poi itica diventa sempre più merce di sAnbio con cl iente— 

I ismi e corruzioni continue, si muovono da anni migl i a— 
di giovani come queli del Leoncavallo. 

Le ronde contro gli spacciatori e la battaglia contro 
le oroghe pesanti, quando ancora dovevano sorgere i vari 
Muccioli e la situazione era meno drammatica di ora, pagando 
con questo impegno un prezzo altissimo con l'assassinio 
nel 1978 di FAUSTO e (AIO, due giovani del Leoncavallo, 

I antifascismo e lo smascheramento degl i apparati stataii 
co involti nelle più orrende stragi, la controinforraazione 
e I e mob i I i taz i on i cont i nue contro I a crescente mi I itarizzaz 
e le nefandezze della "banda dell'atomo" ( ENEL, partiti, 
governo, lobby vari, ecc.), continuano a formare la sostanza 
di un movimento che non vuole cedere nessuna delega in 
o 1 anco ad alcun partito o associazione che sia, ma vivere 
in prima persone le battaglie, le contradd i z i ori i , ma anche 
le soddisfazioni di tante piccole vittorie, che il presente 
ci riserva. Questo significa lottare per una diversa e 
migliore qualità della vita . 

Certo é sempl ice attaccare gl i autonomi "sprchi, brutti 
e cattivi del LeoncavaI lo, con i cape I I i rasati, le creste, 
gli orecchini, da contrapporre a quale immagine di initidezza 
noh sappiamo, visto che i rampolli della famiglia Carbass Ì , 
effettiva proprietaria de I I 'immobi I iare Scotti (padrona 
del I area del LeoncavaI lo), proprio nel palazzo ove ha 
sede l'immobiliare consumavano festini con stupri e drogel- 
—party, smascherati anni fa da un omicidio di un noto 

playboy che allora fece scaIpore ( " la Repubblica" del 

18/8/'89). 

Chi nel la stanza dei bottoni ha ordinato il bl itz del 
^6/8 non ha tenuto conto di un elemento: la grossa determina¬ 
zione ai tanti giovani che non si può abbattere certo 
con le ruspe. Tutto fa presagire che anche questa operazione 
si tradurrà in una sconfitta politica per chi l'ha voluta. 

Per finire non possiamo che augurarci che tante altre 
roccaforti ' di questo genere sorgano in tutta Ital ia, 
non chiuse fra quattro mura, come non lo era il CENTRO 
SOCIALE DI MILANO; ma proiettati all'esterno, che con 

il dinamismo e lé molteplici attività costituiscano uno 
esempio ed uno stimolo per una trasformazione radicale 

della società. 


CIRCOLO 
v i a 

Brindis i tei. 


PROLETARIO 
Annunz i ata *V3 
21956 


cip via Annunziata Br 

16/8/1989 






Lo stabile del centro sociale occupato e autogestito Leoncavallo, è stato abbattuto per mano 
della speculazione immobiliare e con l'appoggio vile della giunta "rossoverde" del Comune 
di Milano. 

Compagne e compagni del Leoncavallo sono tutto meno che abbattuti*. Lo hanno dimostrato durani 
il blitz di ferragosto come si risponde ad un sopruso e ad una vigliaccheria! 

Il Centro sociale Leoncavallo, l'area politica e sociale dell'autonomia opn\MÀ<à 
sono più vivi e incazzati che mai, pronti ad insediarsi in un centro sociale più comode?, spa¬ 
zioso e agibile per tutti quanti, <3 ricostruite. >1 huotio L eon C.a'Ai Ito . 

Non è questo il punto. Non la sola difesa degli spazi ma la capacità di fare politica, di 
essere laboratorio sociale, centro di propagazione di pensieri liberi e solidali, storie di 
umanità, fratellanza, uguaglianza. Capacità, protagonismo, forze di aggregazione fjer la so¬ 
cietà nuova, opposta ai comitati di affari, agli ammnistratori corrotti, ai risorgenti raz¬ 
zismi, alla droga pesante, al mito del consumismo e al consumo dei miti del pallone, della 
musica, delle moto-auto veloci, al perbenismo, pacifismo, verdismo di facciata. 

Le prese di posizione del giorno dopo di Democrazia Proletaria, i lamenti interessati del Pc; 
camaleonte, il silenzio menefreghista dei verdi, testimoniano ancora una volta che il movi¬ 
mento non ha nulla a che spartire con la sinistra borghese o con l'ala moderata dello schierf 
mento di sinistra "vecchio e nuovo". 

A quanti ne avessero ancora biso^rvo, i fatti del Leoncavallo e simili episodi minacciati 

a Roma e in altre città,indicano il fallimento anzitempo di scelte trasformistiche e entri- 

w u 

ste postulanti la nascita di liste alternative o verdeggianti o, peggio ancora, l'appoggio 

U (t 

alla subdola alternativa istituzionale del Pei nelle prossime elezioni amministrative, come 
tentativo di difendere gli spazi sociali e l'agibilità di movimento conquistati. 

Il movimento antagonista che vive nei centri sociali, nelle occupazioni di case, di spazi, 
di verde, nelle lotte degli studenti, dei disoccupati e nei luoghi di lavoro, nelle lotte 
antinucleari e antimperialiste, nelle relazioni di solidarietà con i popoli oppressi, è 
l'unica opposizione e alternativa a questa società di merda. 

La coscienza di questa funzione pone a tutti l'esigenza di una convergenza programmatica e 
organizzativa che dia rappresentazione stabile, autonoma, autogestita, antiistituzionàle, 
al protagonismo antagonista, libertario, sovversivo, espresso dai singoli spezzoni del 
movimento. 

Alle compagne e compagni del Centro sociale Leoncavallo la nostra solidarietà militante, 

lt »* 

l'impegno a sostenere in continuità la mobilitazione contro le città dei padroni, per la 
pronta restituzione dei compagni arrestati in difesa del Leoncavallo. 

MOBILITIAMOCI IM MASSA A MILANO 
Per. LA P&OT&STA bEL ±3/6 ofcE ±5oc 

COBTtO DAL " C6NITC0 SOCIALE. LEONCAVALLO " 


Roma, 17/8/89 

v. votaci n 


COMITATI AUTONOMI OPERAI 






SBI^I RoWi 

5 PECULATO R.V 

teSJTtD fL 
AUT^5£2TITW 


MASSACRATO Di fe&TF&r 
6U OCCUPA N)T( m«Mo' 
RASO AC 5» OLD (L C6WR.O 

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j*A L’espeftiew^A wjla. 

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Eelfast, Santiago, Nablus, Milano...a loro le ruspe a noi i sassi... 

Ieri mattina, a Milano, le ruspa della speoulazione hanno spazzato via il 
Centro Sociale Autogestito Leonoavallo, il primo centro sooiale in Italia, 
occupato ormai da 14 anni. Concerti, frpettRooli, "biblioteca, tipografia, 
sala prove, distribuzione e produzione di materiale alternativo, asilo,pre_ 
senza attiva con lotte sociali dentro e fuori il quartiere» per 14 anni il 
Leoncavallo ha diffuso 1' idea e la pratica dell’ autogestione, dimostran¬ 
do che essa è possibile. 

Il CSA’ Leoncavallo è anche il Centrò Sociale della lotta all* eroina, dei 
libri bianchi contro gli spacciatóri, di Fausto e Iaio, giovani compagni 
impegnati nella lotta al traffico dell* eroina uccisi, proprio per questo, 
dai fascisti. E* il Contro Sooiale delle madri antifasciste,è il centro 
sociale della grande, iniziativa centro eroina e legge lervolino organiz-_ 
zata in giugno a Parco Lambro. 

Giornali e telegiornali riportano oon toni oupi la notizia della 'guerriglia* 
a Milane. Il valore sociale, culturale e politico del Leoncavallo passa in 
secondo piano (quando non scompare). 

Ieri a Milane sono stati negati i piu* elementari diritti, per esempio non 
esisteva alcuna autorizzazione per la demòlizione del Leoncavallo da parte 
del 5 Comune cosi* come nessuna ordinanza di sgombero legalmente valida» 
quella esibita era niente altro che un foglio battuto a macchina in questu 
ra, senza firma del pretore, senza timbri. Gli avvocati del CSA si sono ri_ 
fiutati di firmarla, ricevendo per tutta risposta le peroesse di P.S. e C.C. 
Lo sgombero è st'.fco condotto come una vera e propria operazione di guerra: 
un numero spropositate di uomini e mezzi hanno asfissiato con i lacrimoge_ 
ni non solo licSA ma tutto il quartiere, hanno violentemente picchiato tut¬ 
ti i presenti continuando poi a infierire sui giovani fermati con pratiche 
di tortura ohe riecheggiano oomportamonti cileni, hanno fatto propri comporr 
tamenti acohizzoidi e illegali. 

Ieri a Milano c'è stata 1* osemplifioazions della vittoria del potere del— 

1* impresa anche sul potere politioo. Infatti della vicenda e della collo¬ 
cazione del CSA si sarebbe dovuto riparlare a settembre» questo aveva assjL 
curato 1* assessore socialista all* urbanistica. Inoltre 1* immobiliare ha 
utilizzato i«caterpillar senza avere alouna autorizzazione, dicono in Comu¬ 
ne . 

Milano come Belfast, Santiago, Nablus dunque? 

E a Pisa il 27 novembre prosegue il processo al Macchia Nera» partiti e i- 
stituzioni cosa intendono fare? Rammaricarsi per 1* intervento repressivo 
o prevenirlo? 

A fianco del CSA Leoncavallo e dei compagni arrestati. 

Autogestire è giusto o possibile. 

Il Centro Sociale Autogestito Maoohia Nera 


Pisa, 17 agosto 19$9 




PROIETTIVA Tocf/tLiTìA 



<1 . 




IL CENTRO SOCIALE LEONCAVALLONON E*MORTO 1 
RINÀSCERÀ* NELLA INIZIATIVA DI MASSA DEI GIOVANI E DEI LAVORATORI ! 

Alle 7 del mattino del 16 Agosto,approfittando dell'esodo di Ferragosto, 
la polizi§ ed i carabinieri con un'qzione brutale ed ingiustificata hanno 
circondato e sgomberato gli occupanti del centro sociale Leoncavallo» 
L'azione repressiva ordinata dal prefetto,fra le più violente degli uìtimi 
anni a Milano,è scattata senza alcuna volontà di trattative con gli 
occupanti del centro, ;• 

Successivamente allo sgombero le ruspe inviate dalle agenzie immobiliari, 
i cui interessi speculativi sull’area erano bloccati dall'occupazione 

del centro,hanno abb.a J .ito l'intero edificio,senza alcun rispetto per i 

macchinari,i materiali politici e cui turali,le attrezzati!re del centro* 
Perfino un asilo ospitato dal Leoncavallo è stato distrutto: 

^6 giovani sono stati arrestati e numerosi denunciati a piede libero,con 
imputazioni estremamente pesanti ed assolutamente sproporzionate rispetto 
ainfatti.Al di là del palleggiamento di responsabilità sull'accaduto^ e 
delle forzature di qualche funzionario della questura,la respons§bilità 
politica e morale è precis§,ricade sulle spalle della giunta comunale 
a conoscenza da mesi della minaccia di sgombero del Leoncavallo, .t 
e solerte interprete degli interessi dei pescecani delle immobiliari, 
sulle spalle del governo Andreotti,che ha inaugut a tD il proprio governo, 
tra scandali e connivenze mafiose,minacciando i giovani di galera per 
uno spinello.il governo parla di lotta alla droga e permette lo sgombero 
di uno dei luoghi della lotta all’eroina,la giunta comunale fa demagogia 
sul riutilizzo delle aree dismesse a Milano e lascia il Leoncavallo alle 
speculazioni immobiliari. 

Il centro sociale Leoncavallo è nato nel l975.p e r 15 anni è stato imo 
degli spazi di lotta ed iniziativa della sinistra a Milano.ùue giovani d 
compagni del L eoncavallo Fausto e laio hanno pagato con la vita,nel 1978, 
la coraggiosa lotta contro l'eroina ed il racket degli spacciatori-* 

Vi hanno lavorato numerosi collettivi e strutture,dalle madri del Leoncaval 
lo ai collettivi di fotografia e teatro,i concertale iniziative di 
lotta contro l'eroina. 

TUTTO CIO'NON PUÒ' ESSERE CANCELLATO CON LE RUSPE! 

difesa dei centri sociali esistenti,la lotta perchè nuovi centri 
sociali nascano e lo stesso Leoncavallo,per ciò'che ha rappresentato 
rinasca, in una sede adeguata,può essere una lotta vincente;ma la 
condizione indispensabile,è che si crei ima vasta ed incisiva mobilitazione 

di ma ssa«L'offensiva in atto necessita infatti di un salto di qualità 
nelle prassi e neg^i obbiettivi politici,ima nuova capacità di dialogo 
e di iniziativa fra la gente oppressi? m sfruttata che esalti tutto ciò 
che di buono è stato fatto dai centri sociali in questi anni e ne superi 
limiti e divisioni» 

Facciamo appello a tutte le forze politiche e sociali,democratiche e di 
sinistra affinchè si schierino finalmente,contro la chiusura dei sociali, 
per denunciare quanto accaduto il 16,per la liberazione degli arrestati. 




COMUNICATO STAMPA 


Questa mattina 16/8/1989, a Milano, alle ore 7.00, le forze repressive di 
polizia e carabinieri, organizzate in plotoni da parecchie centinaia di 
unità, con l'ausilio di elicotteri, vigili urbani, vigili del fuoco, hanno 
attaccato e distrutto lo stabile del Centro Sociale Leoncavallo', occupato 
e autogestito da 14 anni. 

I compagni presenti, più di un centinaio, hanno difeso con rabbia e determi¬ 
nazione fino all'ultimo il C.S., reale punto di riferimento per chiunque 

in città si esprimeva culturalmente,politicamente, socialmente fuori dalle 
redini delle istituzioni, dei partiti e dei politicanti servi del potere. 

La violenza e i metodi barbari degli sbirri hanno provocato decine di feri¬ 
ti, intossicati dai gas lacrimogeni usati in larga misura, contusi da pe¬ 
staggi operati a freddo, nei cellulari, per strada, di chiunque gli zelanti 
"tutori dell'ordine" incontrassero nella loro avanzata. 

Da notare l'uso di alcuni corpi speciali, distintisi come picchiatori pro¬ 
fessionisti, magari di compagni ammanettati. , 

Ventisei-compagni sono stati arrestati con l'accusa di essersi difesi da 
questo attacco militare con sassi e molotov, cinquantacinque fermati e 
denunciati per resistenza e oltraggio. 

La violenza è per riformisti, parolai, politicanti, solo, quella di chi tenta 
di reagire a una democrazia blindata che con i suoi metodi fascisti tenta 
di imporre un modo di vita, di comportamento che ha come unica finalità 
l'ubbidienza e l'accettazione passiva di quello su cui si erge questa so¬ 
cietà: lo sfruttamento, la disoccupazione, la repressione poliziesca. 

II Leoncavallo è sempre stato in questo paese un punto di riferimento per 
tutti coloro che lottano per gli spazi autogestiti, per l'antifascismo mi¬ 
litante, per la lotta di liberazione di tutti i popoli, contro l'oppressione 
dell'imperialismo. 

Anche oggi quelle macerie sono un punto di riferimento per tutti i C.S.O. 
e per tutto il movimento antagonista, per tutti coloro che non smetteranno 
mai di lottare contro lo stato, nè con gli sgomberi, nè con le botte, i 
morti, gli arresti. 

QUESTO il P.S.I. , i fascisti del M.S.I.,tutti i partiti,i magistrati 
i poliziotti, non riusciranno mai a demolirlo ; e quella coraggiosa 
rabbia e volontà dei compagni ora arrestati e fermati che ha allungato 
magari anche solo di un ora, questo scempio sono la nostra parola 
d'ordine e quella di tutti i posti occupati. 

Il Leoncavallo é in tutta la città di Milano,é a Padova,a Roma,a 

Genova,é nelle lotte che noi conduciamo tutti i giorni;voi infami personaggi, 

politici,sbirri,pescecani delle immobiliari,ne avete demolito la sede 

ma la saa forza,la sua voglia di lottare vi faranno pagare molto caro 

ciò di cui oggi vi siete macchiati,dai pestaggi ai ferimenti,ai colpi 

di mitraglietta,agli intossicati.• 

Questo probabilmente é l'indicazione politica,chiara di chi comanda 
verso tutte le esperienze di occupazione e autogestione presenti in 
Italia,di spazi collettivi e case. 

CONTINUEREMO A LOTTARE,CON Più FORZA DI PRIMA,DIFENDEREMO I NOSTRI 
CENTRI SOCIALI E LE NOSTRE CASE,NE OCCUPEREMO ALTRI 10-10091000 
NON RIUSCIRANNO A FARCI TACERE MAI! 

LiBEWiopg H-weiMTA -fai i coHfq&oi /mtesìlrn 1 

?J£EUA£Gi e" Giusto e mcessAHio < 

ceNT&Q %cc,iAlS OCCULTÒ 

— T(d/A)o-fà]poi 
\WiTt I r c fi pi A a ; ; ùtlftaVtJlE, 




....MEGLIO ILI GIORNO DA L EON CAVALLO >=> * 


Mercoledì 16 arrosto a Milano ò stato ' sgomberato e demolito 
qq Centro Sociale Lfioncovallo,occupato dal ’7b,simoolo di ij.no. 
delle piu efficaci esperienze di autogestione e di lo^ta 
contro l’eroina e la repressione» 

Sono riusciti con le ruspe a distruggere la struttura,canno 
picchiato selvaggi am ente gli occupanti (clie hanno resistito 
più di un’ora) raa non sono- riusciti a distruggere la voglia 
di lottare per la conquista di spazi di libertà». 

Lo sgombero-demolisione è stato effettuato in perfetto stile 
ITOC5 ( elicotteri,.fucili, cani,pestaggi) da una polizia al servi 
zio del potere economico—finanziario,in questo caso per ì 
palazzinari dell’immobiliare Scotti. 

Dopo lo sgombero violento, c’è stata 1*iramediata demolizione? 
infrastrutture,asilo-nido specializzato nel seguire bambini 
handicappati,.strumenti e materiale vario-,frutto di 14 anni di 
iniziative,sono- stati' distrutti».*.. 

Subito dopo istituzioni,partiti e persino il pretore che aveva 
firmato l’ordine di sgombero, lavandosene le mani,si sono dicliia 
rati estranei o addirittura, solidali:il risultato è stato un 
clima di confusione- circa le responsabilità sull'accaduto al 
quale ha contribuitro il lavoro -di mistificazione condotto dagli 
organi di (dis)informazione che in molti casi hanno dipinto gTLi 
occupanti come "pericolosi sovversivi e violenti picchiatori,men¬ 
tre non facevano altro che difendere il proprio spazio» 

II' blitz fascista del 16 agosto è solo il sintomo della priva 
fissazione crescente degli spazi destinati al sociale»I rappor 
ti nello, metropoli si di sumani z so np e si mercificano sempre più, 
giorno dopo giorno e con essi il nostro tempo,la nostro, vita. 
Così come quelli del Leonco.vo.llo noi, occupanti di Tien'a'me,nt, 
ci opponiamo alla logica repressiva dello sfruttomento utilitari 

sta, con lo. creazione di spazi in cui sia possibile esprimersi 

* 

liberamente*^ AGIiI SG0iIn3ni 

rO-IOO-IOOO CENTRI SOCIALI AUTOGESTITI 


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COL C.S.A. I,CONCAVA L LO 

All'alba di mercoledì 16 agosto b stato sgomberato militarmente e quindi 
raso al suolo con le ruspe, a Milano, il Centro Sociale Autogestito "Leon 
cavallo" occupato e funzionante da 14 anni. 

Tra le pericolose attività di questo "covo d'autonomi" vanno ricordati un 
asilo, una palestra e un laboratorio teatrale aperti ai proletari 
del quartiere. 

In realtà quello che dava, e continuerà a dare, noia erano le lotte socia 
li ed autogestite, fuori dal controllo dei partiti, che sono partite dal 
"Leoncavallo" per una diversa qualità della vita e maggiore libertà. Cose 
evidentemente insopportabili per il sindaco del PSI Pillitteri, per gli 
speculatori, per i cani da guardia del potere, per i fascisti e gli apac- 
.datori che assieme, nel '78, assassinarono due giovani compagni del Leon 
cavallo 

Ha non finisca di certo cosi. Ribellarsi h giusto e necessario! 



fotocopiato in proprio - via s.martino 39-18 agosto 89 Livorno 







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Il violento sgombero del Leoncavallo il 16 agosto, motivato con le solite scuse del¬ 
la "salvaguardia dell'ordine pubblico" a copertura delle modalità dell'intervento poli¬ 
ziesco, in realtà è stato un ennesimo atto di forza per riaffermare la supremazia e il 
diritto "militarmente garantito" del profitto, della rendita immobiliare e delle istitu ¬ 
zioni borghesi . 

Mai, in altre sgomberi, è stato cosi manifestamente spudorato e aperto l'intreccio tra 
"forze dell'ordine" e proprietà immobiliare, tanto che quest'ultima ha potuto demolire 
lo stabile senza avere il permesso comunale di demolizione e ,per di più, godendo di un 
cordone protettivo di polizia, carabinieri e vigili. Tutti questi, invece di chiedere 
l'esibizione del mandato di demolizione, si sono adoperati per permettere che la demoli 
zione avvenisse. Addirittura si sono rifiutati di attendere che le varie strutture pre¬ 
senti nel Centro Sociale portassero fuori almeno i materiali e le suppellettili piu im¬ 
portanti, come avviene in qualunque altro sgombero. Evidentemente si temeva che ci potes_ 
se essere un intervento della magistratura e/o del comune che bloccasse la demolizione, 
mancando la necessaria autorizzazione, che a tutt'oggi il Comune di Milano nega di avere 
mai concesso. 

Un intreccio chiaro e plaetale a dimostrazione di che "ordine pubblico viene difeso 
e salvaguardato: quello della proprietà privata e dello sfruttamento! 

Lacrime di coccodrillo, poi, in questi giorni sono state spese dalla giunta rosso-ver. 
de" che, almeno nella sua parte legata al PSI, è direttamente coinvolta in questa sporca 
operazione, che ha guadagnato il plauso del MSI ed esaudito i desideri della Muscardini. 

E', d'altronde, cosa nota che il craxiano PSI avesse giurato di farla pagare al Centro 
Sociale dopo l'iniziativa di Parco lambro "contro la droga e la polizia" e la vendetta 
è presto arrivata. 

Alla riapertura del consiglio comunale tutta la "sinistra ufficiale' si sprecherà in 
interrogazioni, proteste, ecc., perchè le regole del gioco "democratico e le promesse 
che il Comune sembra avesse fatto non sono state rispettate. Si può facilmente ipotizza¬ 
re che lo stesso PSI avrà la faccia di bronzo di essere in prima fila a farlo,ma la rea]_ 
tà permane: una demolizione effettuata, 1 a- ri affermazione che- le regole democratiche va_l_ 
gono per chi accetta la logica dello sfruttamento e della proprietà privata, non per chi 
vi si oppone. 

Ma, a parte le specificità "milanesi" della vicenda Leoncavallo, questi avvenimenti 
si inseriscono in un contesto più generale di ristrutturazione e di attacco alle condi¬ 
zioni di vita e di lavoro delle masse oppressi nelle metropoli imperialiste. Sia l'attac 
co governativo-padroriale, sia l'inadeguatezza politica di chi vi si è opposto, hanno per_ 
messo che l'offensiva borghese dividesse e colpisse separatamente i diversi settori di 
oppressi. Borghesia, governo e padronato hanno sferrato un attacco articolato, ma unita¬ 
rio negli intenti e nella logica, le reazioni sono state scomposte e divise, quand'anche 
estese e attestate su livelli di massa. 

CONTRASTARE FIMO IN FONDO LA LOGICA CHE STA ALLA BASE DELLO SGOMBERO DEL LEONCAVALLO 
RICHIEDE CHE SI INIZI A RIANNODARE I FILI DELL’UNITA' DI TUTTI I SETTORI DI SFRUTTATI, 
DI RITESSERE IL COLLEGAMENTO TRA I PROLETARI PER RICOSTRUIRE UN FRONTE DI CLASSE COLTRA 
PPOSTO A QUELLO BORGHESE. 


GRUPPO DI INIZIATIVA PROLETARIA . 
GRUPPO LENINISTA INTERNAZIONALISTA 


cip, vico Saivaghi 5r Ge, 18.8.89 

contatti: Di Cristina Concetta, cp 4*8, 20TOC MI 



In occasione dei mondiali di calcio,in eurovisione,vi presentiamo: 

"LO SGOMBERO DEL CENTRO SOCIALE LEONCAVALLO !" 

Produttori:CRAXI-ANDREOTTI;Registi responsabili : SOC. IMMOBILIARE SCOTI 
PILLITTERI;Aiuto-regista:CABASSI(coinvolto nel caso TERRY BROOME e 
nell., "consumo" di cocaina); Interpreti principali questore LUCCHESE 
il PREFETTO, DIGOSS ; Macchinisti di scena CORPI SPECIALI DI P.S. 
CARABINIERI VIGILI URBANI, VIGILI DEL FUOCO; Comparse VICE SINDACO 
CAPONE, PRETORE GIUGLIO STOLFI. 

..... LA FARSA DELLA PSEUDODEMOCRAZIA CONTINUA..... 

I fantasmi si aggirano sulle macerie del centro sociale Leoncavallo, 
Assessori,Sindaci, Pretori, nessuno sa nulla, tutti vogliono sapere, 
tutti innorridiscono, vogliono un colpevole e un colpevole non c'é, 
il giallo si infittisce (che sia stato il maggiordomo?). 

Le testetremano forse c'é stato il golpe militare e non lo sappiamo, 
il potere delegato dai cittadini non ha potere.... Le poltrone don= 
dolano. 

Dall'ombra un grido INCHIESTA, INCHIESTA, bisogna chiarire tutto. 

Ma che c'é da chiarire! E' già tutto fin troppo chiaro. 

Non c'é nulla di autentico, il documento presentato la mattina dello 
sgombero non ha alcuna validità legale, sarebbe potuto partire dalla 
magistratura, come dal benzinaio di fronte, quattro parole battute a 
macchina che a quanto pare nessuno ha confermato. 

Non vogliamo dilungarci in commenti, c'é ampio spazio per dubbi e 
riflessioni, ognuno la faccia se ha ancora uno spazio di cervello 2è= 
bero dal lavaggio dei mass-media. 

Per noi i mattoni non sono idee e nemmeno persone, su quei cumuli di 
macerie noi viviamo, urliamo e possiamo anche ballarci se vogliamo. 

La paura di ciò che é diverso, non controllabile ha cercato di disi 
truggere ciò che non é distruttibile. 

Ridiamo sulle mere illusioni di chi con meschini interessi economici 
ha potuto pensare di abbattere con una ruspa quanto ormai é patri= 
monio, storia e lotta quotidiana di un aggregato di persone che ha 
deciso di riprendersi e autogestire la propria vita e mai si farà 
intimorire dai metodi repressivi di polizia. 


C.S. LEONCAVALLO 
C.S. SCALDASOLE 
C.S. L'INDIANO -PISA- 
S.P. ACQUARIO 

C.S. TORRICELLI 


CASE OCCUPATE DI MILANO 
COMPAGNI DI TUTTE LE SI 
TUAZIONI DI LOTTA MILANESI 
NAZIONALI E INTERNAZIONALI 






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MOZIONE APPROVATA DAL COLLEGIO DEI DOCENTI DELL’ITC "BESTA" 
IL 11/9/1989 (voti favorevoli 61, contrari 12; astenuti 15 ) 





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Il Collegio dei docenti del "Besta 
Milano, 11/9/1989 



il io agosto, 
e carabinieri, 
giovani che 


300 tra p o 5 i 2 lotti, digos 
SOCIALE LEONC A VALLO,Ottanta 
arreatati perché cercano di difenderlo 
Molte cose vengono scritte e dette, rioUs 

infami. Vediamo di ristabilire un pò 


alla mattina 
sgomberano i! 
seno all’interno vengono 


p resto, 

CENTRO 


fino all’ultimo. 

Oc '!' 1 quali sbagliate 
di verità. 


od 


Quattordici 
decisero DI 

UTICA VUOTA 
CONTRO LO 
NON SCHIAVA 
ANNI 
GRUPPI 


CASOTTO 

OCCUPARE u»c STABILE, UNA EX «DUSTRIA 

DA ANNI, PER AVERE UN POSTO DOVE ORGANIZZARol E LOHARf: 
strutta,,ento, l'emarginazione, per vivere una socialta 

BEI LUOGHI DI CONSUMO COME LE BIRRERIE. NEI OUATTORD.a 
01 AUTOGESTIONE, IL CENTRO SI ARRICCHISCE DI ESPERIENZ E 

DI LAVORO.Si LOTTA ANCHE CONTRO LEROINA E PER uUESTOj 


79 DUE COMPAGNI DEL CENTRO, ^USTO L lAIO, - VE^^^HAZZAT^ DAGLI 
SPACCIATORI FASCISTI. NASCONO COL.ET 1 PALESTRA, UN’OFFICINA, 

^rrs^,0 F ^r^NA%L^^2o c S S/ , s VETE^ 

R c!neTORUM.°e NT P«N D HA C N U O^L ,A CE°NTRO DIVENIVA> PUNTO ■ « RIFERIMENTO PER 

DECINE DI MIGLIAIA DI PROLETARI IN II ALIA ED ALL ESTERO. 

LL£C ^Yf U ^C^ LE BOTTE, LA DISTRUZIONE 

DOPO LO SGOMBERO DEL 16, GLI ARRESTI, LE BOI IL, 

E s^'ot M tr TE tuVti OP ou AT ^ssorI or NEgano soluzion| 

S B S A 'eV^ ^ EC S E GO„ E B S e'r S 0 T °SsTEV A nO n HA PER ^ALArEOE,- INCOM 

^ = n WiSi 0 P , RO TRE T H A ,LA 
RI. IL leoncavallo viene rioccupato, una M ^ N J^ A ST J zl ° t l7 r . MAZ!ONEi SI 

PERSONE ATTRAVERSA MILANO GRIDANDO LA SUA RAB8 ‘ Sl SGOMBERANO A 

COMINCIA A METTERE A POSTO GLI SPAZI L„ PROPORRE 

FORZA DI BRACCIA, MURI VEN-oONO RICOSTRUITI. ' „. V- CREATA 

™Z,AT,VE. L'intelligenza, la cultura antagonista ohe si e creata 

CON GLI ANNI NON SI E PERSA, ANZI E ANCORA PIU 
PILI VOGLIA DI FARE. 

NO, vogliamo rimette^ ^-vallo,perché ~ t SI 

PERSONE SONO SOLIDALI CON NOI. PERCHE LA NOSTRA L01 rnNTRO L0 

EMARGINAZIONE,LEROINA, PER IL Dlfi 'y T p, rr , Al "cnN tE; RUSPE O CON LA 

ÌSSe^-R^^ MILANO^ AD i»0 f CONSUMO^EL 

OR A G L AN, P Z A Z R A C r°s, D E ELL L E OTT B A A R S e' UC ^ E anche per STARE INSIEME E 
DIVERTIRSI , , , . r | n , 

.. 6HTLE -- MANI DaL- uEONCAvALw - r-rwiTQìRl ITO SUL 

c? LA poc R TA°LE RU N™I 38EOO ^TESTATO 0, A ^EOHIONÌ «PERE COLLETTIVO. 
SCRIVENDO; NELLA CAUSALE:" PER IL LEONCAVALLO", C.S.Uoilumio 


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I POLITICI: 

«NIENTE SO 
E NIENTE VIDI» 

>> BUI on ^ di mia competenza». 

’ B 1 ® «L'assessore è in ferie». «Non 
c'ero». «Sono rientrato stamattina». A 
Milano, del centro sociale Leoncavallo, 
sgomberato con la forza e immediata¬ 
mente demolito il 16 agosto, si parla po¬ 
co e malvolentieri. I socialisti, dopo il si¬ 
lenzio dei primi giorni, si fanno vivi so¬ 
lo dopo la manifestazione di sabato 21, a 
cui hanno partecipato oltre duemila gio¬ 
vani arrivati da tutta Italia. Colpa dei sei 
vetri rotti alla sede del Psi in corso Ma¬ 
genta e delle siringhe sparse davanti al¬ 
l'ingresso. «Danni consistenti», secondo 
un durissimo comunicato dei socialisti, 
«che dimostrano come il binomio dro¬ 
ga-violenza sta alla base di questa mani¬ 
festazione». Rincara la dose il sindaco 
Paolo Pillitteri, ancora in vacanza in Tu¬ 
nisia: «Quello che emerge da questa vi¬ 
cenda è un grave obiettivo politico: la 
criminalizzazione del Psi e della linea 
con la quale noi combattiamo il flagello 
del secolo, la droga. Ecco il filo di con¬ 
giunzione tra i fatti del Leoncavallo e 
l'aggressione alla nostra sede». Ce n'è 
quanto basta per liquidare i ragazzi del 
centro sociale come delinquenti e dro¬ 
gati. Il Partito comunista condanna la 


Momenti della 
storia del centro 
sociale Leoncavallo. 
Poi, sono passate 
le ruspe- 


risposta violenta dei ragazzi del Leonca¬ 
vallo con motivazioni del tutto diverse: 
«Innanzitutto per una questione di co¬ 
struzione dei consenso — dice Sergio 
Scalpelli, della federazione Pei — La sto¬ 
ria ci ha insegnato che la non violenza è 
sempre vincente, soprattutto nelle for¬ 
me di tensione metropolitana. Il proble¬ 
ma di fondo è che Milano, come tutte le 
grandi metropoli, è una città complessa 
in cui gli aspetti di microconflittualità 
sociali saranno sempre più forti. Nei 
confronti di realtà come quella del Le¬ 
oncavallo due sono gli atteggiamenti 
possibili: o si rifiutano perché si riten¬ 
gono culture «diverse», marginali, irri¬ 
levanti, oppure si cerca di capire che 
queste forme di differenziazione posso¬ 
no comunque essere assunte come un 
fattore positivo, di ricchezza». Bisogna 
tener conto, continua Scalpelli, che 
quelle dei centri sociali sono realtà mol¬ 
to differenziate, con funzioni diverse: 
ad esempio il Conchetta, nella zona dei 
Navigli, sgomberato alcuni mesi fa, ha 
aiutato ad integrare nei quartiere i lavo¬ 
ratori di colore. Un mondo difficile, in¬ 
somma, che va compreso e non liquida¬ 
to con facili etichette. 

Cinzia Barone, assessore verde all'e¬ 
cologia, è stata fra i primi esponenti po¬ 
litici a condannare la demolizione del 
Leoncavallo: «Le aggregazioni giovanili 
sono spontanee, si formulano dove ci 
sono interessi ed esigenze comuni. Non 


si può decidere di mettere da qua 
parte un centro autogestito senza tener 
conto della sua identità. È già successo 
negli anni '70 con centri sociali sgombe¬ 
rati e ricreati in modo istituzionale al¬ 
trove; sono morti dai punto di vista del¬ 
la ricchezza culturale, della produzione 
di idee, delle esperienze di gruppo». 

A Milano in questi giorni tutti si chie¬ 
dono chi comanda davvero in città: 
Tamministrazione pubblica sembra es¬ 
ser stata sconfitta da un potere econo¬ 
mico e finanziario sempre più aggressi¬ 
vo. Il Comune ha pochissimo margine 
di contrattazione: non ha, ad esempio, 
nessun potere sui suoli e sulle proprie¬ 
tà; manca una legge che dia strumenti 
alle amministrazioni locali per indiriz¬ 
zare lo sviluppo della città. 

«È vero — concorda Cinzia Barone — 
l'operato della pubblica amministrazio¬ 
ne dovrebbe essere programmato se¬ 
condo i bisogni dei cittadini, ma a Mila¬ 
no non è così: qui comandano le esigen¬ 
ze dell'economia e del mercato». La se¬ 
greteria di Democrazia proletaria intan¬ 
to sta preparando un dossier sui fatti 
del Leoncavallo, corredato da proposte 
sul problema degli spazi autogestiti. Dp 
contesta l'immagine del Leoncavallo co¬ 
me covo di emarginati tossicomani: in 
effetti, i ragazzi del centro si sono sem¬ 
pre impegnati contro l'eroina, dalle ron¬ 
de autogestite contro gli spacciatori de¬ 
gli anni '70 alla recente festa contro la 
droga al Parco Lambro. La partita, ades¬ 
so, è tutta da giocare, fuori e dentro la 
Giunta. Quello che doveva essere un 
"tranquillo sgombero" di ferragosto ha 
fatto venire alla luce problemi dirompen¬ 
ti, e fin qui, rimossi: il difficile rapporto 
fra i giovani e la città, l'esigenza di nuovi 
centri di aggregazione, il bisogno di espri¬ 
mere una cultur a e un modo di essere al 
di fuori degli schemi tradizionali. Una so¬ 
cietà democratica non può pensare di ri¬ 
solverli coi corpi scelti della polizia. 


AVVENIMENTI 




SETTEMBRE 1989 




U Mm(0 bAUm 4 TA VbMS 


là agosto: sgombero e demolizione del c, s. LEONCAVALLO, ecco 
un ennesimo tentativo dell'istituzione di soffocare un modo 
diverso di stare insieme, e uno dei movimenti politici, e 
dei pochi antagonisti che non si stanca di lottare per 
ipropri ideali. 

Si prospetta un anno di lotte all'interna aeile scuole, 
lotte che andranno a contrastare la legge fascista di Craxi 
sulle tossicodipendenze e sulla riforma scolastica proposta 
da Galloni. 

Sarà un anno di lotte,per le 20000 famiglie che verranno 
sfrattate, per le 4.400 che hanno occupate case sfitte, per 
1 giovani sfruttati con il contratto di formazione lavoro, 
per i proletari che non digeriscono le centinaia di. miliardi 
spesi, per i mondiali del ,( ?o. 

Basta alle immobiliari e alle lorc ruspe, ai socialisti, ai 
missini, a chi da anni governa la città distruggendo gli 
aggregati giovanili con gli arresti e l'eroina. 

I nostri bisogni non rientrano in nessuno, dei modelli che 
agni giorno ci vengono propinati dalla "socialità 
istituzionale" (mass-media, scuola). 

£' per questo che abbiamo cercato a continueremo a cercare e 
a costruire momenti di aggregazione e scambio. 

TI 23/24 settembre in Piazza Vetra ci sarà .l'incontro 
nazionale dei centri sociali autogestiti contro i padroni 
della città. 

L'iniziativa partirà sabato mattina alle 10.30 con un corteo 
dal C.S.Leoncavallo. 

Per parlare di questo e di altri problemi ci si trova 
giovedì in Statale. 

Collettive studenti per l'autonomia. 

Wj- W»h, 

*TTo(WI,IM 





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I 



SOSTIENI LA RESISTENZA 


Il 16 agosto il Centro Sociale Leoncavallo viene 
espugnato dai corpi speciali della polizia e dei 
carabinieri e demolito dalle ruspe delle immo¬ 
biliari proprietarie dell’area: 26 arresti e 55 ter¬ 
mi. 

Nelle intenzioni dei padroni della città deve es¬ 
sere la fine di un’esperienza politica e culturale 
durata 14 anni. 

A questo attacco il movimento antagonista ri¬ 
sponde con estrema determinazione: i ragazzi 
sui tetti, la manifestazione dei giorni seguenti 
con oltre 3000 persone, la decisione di rico¬ 
struire, sono segni tangibili dei costituirsi a Mi¬ 
lano di un fronte sociale resistente contro i pa¬ 
droni della città e i loro complici. 

Sui tetti del Lencavallo si é materializzata la re¬ 
sistenza di una generazione non più disposta 
ad accettare una città disegnata dalle grandi 
società immobiliari a misura dei propri profitti, 
non più disposta ad essere sfruttata dal lavoro 
terziario, non più disposta ad essere distrutta 
dalla merce eroina, non più disposta a subire 
la repressione per il suo essere "diversa”. 

In questi anni la tecnologia del capitale non ci 
ha liberato dalla fatica , ci ha regalato profes¬ 
sioni nuove, ha trasformato, non estinto, il lavo¬ 
ro operaio; ci ha regalato sfruttamento e priva¬ 
to di ogni tutela. Libri e giornali ci hanno parla¬ 
to diversamente: abbiamo imparato a nostre 
spese come in realtà stanno le cose. 

Nella scuola e nell’università la normalizzazio¬ 
ne ci ha dato selezione, ci ha dato un sapere 
addomesticato, un sapere che ci va stretto, che 
non rende conto di quello che viviamo, che non 
ci aiuta a trasformare. Oltre la matematica e 
la sintassi, oltre il latino e la letteratura, non ci 


hanno dato niente: abbiamo dovuto distillare 
noi un sapere che ci aiutasse a capire, che ci 
spiegasse il perchè della nostra condizione. 
Del Leoncavallo tutti sapevano e hanno sperato 
di fare piazza pulita degli sprangatori, dei co¬ 
munisti, dei sovversivi, dei rompicoglioni, han¬ 
no trovato invece lo zoccolo duro formato da 
compagni, diciotto, vent’anni, formatisi in que¬ 
sti anni di lotte sulla casa, contro l’eroina, con¬ 
tro il nucleare, per gli spazi ad uso sociale e 
una diversa qualità della vita. Uno tessuto mili¬ 
tante con molte ragioni e poca memoria. 

Il Leoncavallo è una trincea sulla quale i padro¬ 
ni della città saranno fermati; ma non ci inte¬ 
ressa la guerra di posizione: stiamo già uscen¬ 
do per andare all’attacco. 



Leonkavallo 16 - 8 - 89 : l’attacco 


SABATO 23/9 ORE 10.30 CORTEO 
CON PARTENZA DAL C.S.LEONCAVALLO 

PIAZZA VETRA SABATO 23-DOMENICA 24 SETTEMBRE 
INCONTRO NAZIONALE DEI CENTRI SOCIALI 
CONTRO I PADRONI DELLA CITTA 5 

IN CONCERTO: AFRICA UNITED, 

PEGGIO PUNX, RINA, RAVINGS, 

DEA7HRAGE, NIHIL, OFFICINE 
SCHWARTZ